LAVORO NELLA COMUNITÀ

CITTADINANZA RIFLESSIVA

partecipazione attiva delle persone alla vita sociale attraverso il sogno, l’ascolto, il dialogo e la riflessione condivisa

LAVORO NELLA COMUNITÀ

CITTADINANZA RIFLESSIVA

partecipazione attiva delle persone alla vita sociale attraverso l’ascolto, il dialogo e la riflessione condivisa

Nel 2015, durante un congresso internazionale dello IAGP – International Association for Group Psychotherapy, incontro Marina Mojovic, fondatrice insieme a Jelica Šatarić dell’intervento di comunità Cittadinanza Riflessiva. 

Si tratta di un approccio che promuove la partecipazione attiva delle persone alla vita sociale attraverso l’ascolto, il dialogo e la riflessione condivisa.

L’intervento si articola in un’alternanza di dispositivi gruppali. Si inizia dalla matrice di sogno sociale, uno spazio in cui i sogni vengono ascoltati nel loro significato sociale e collettivo. Da qui si passa al primo grande gruppo di cittadinanza, in cui i partecipanti entrano in dialogo tra loro, mettendo in comune i temi emersi e interrogandosi su ciò che questi raccontano del contesto sociale e comunitario in cui vivono. Il lavoro prosegue nei piccoli gruppi, per poi confluire nuovamente nel grande gruppo di cittadinanza conclusivo, luogo di integrazione e restituzione dell’esperienza. 

Nel 2015, durante un congresso internazionale dello IAGP – International Association for Group Psychotherapy, incontro Marina Mojovic, fondatrice insieme a Jelica Šatarić dell’intervento di comunità Cittadinanza Riflessiva. 

Si tratta di un approccio che promuove la partecipazione attiva delle persone alla vita sociale attraverso l’ascolto, il dialogo e la riflessione condivisa.

L’intervento si articola in un’alternanza di dispositivi gruppali. Si inizia dalla matrice di sogno sociale, uno spazio in cui i sogni vengono ascoltati nel loro significato sociale e collettivo. Da qui si passa al primo grande gruppo di cittadinanza, in cui i partecipanti entrano in dialogo tra loro, mettendo in comune i temi emersi e interrogandosi su ciò che questi raccontano del contesto sociale e comunitario in cui vivono. Il lavoro prosegue nei piccoli gruppi, per poi confluire nuovamente nel grande gruppo di cittadinanza conclusivo, luogo di integrazione e restituzione dell’esperienza. 

nel giro di sei anni sono nati in Italia undici rami, distribuiti da Nord a Sud, e il processo di disseminazione è tuttora in corso. 

I laboratori di Cittadinanza Riflessiva si svolgono dalle due alle quattro volte all’anno e offrono uno spazio in cui apprendere l’arte dell’ascolto e del dialogo, del pensare insieme. 

Un’occasione per andare oltre una pseudo-conoscenza fatta di slogan e informazioni iper-processate, e per prendersi la responsabilità collettiva di pensare il presente e le sfide che pone, nella costruzione del futuro. Questo dispositivo è uno dei modi possibili per farlo.